Home > Interviste > Intervista a Massimo Meoni, Presidente di Gemux

Intervista a Massimo Meoni, Presidente di Gemux

in questo articolo

Primary Item (H2)

Inauguriamo la sezione news del nostro sito con l’intervista a Massimo Meoni, Presidente di Gemux nonché uno dei fondatori di GemuxHub.

Massimo, è un piacere rivederti… se non sbaglio ci eravamo incontrati quando GemuHub era solo una mezza idea. Oggi invece è una realtà che ha già finito il primo ciclo di formazione di alcuni giovani (a proposito, l’intervista al primo “laureato” del GemuxHub è disponibile a questo link). Potresti raccontarci come mai tu e i tuoi soci avete deciso di far nascere il GemuXHub?

Guarda… la risposta non è univoca. Diciamo che ci sono almeno tre ragioni che ci hanno convinto. O almeno queste sono le tre ragioni che mi vengono in mente ora. Ma sicuramente ce ne saranno altre che emergeranno dal rapporto coi ragazzi che, me sembra, stia andando molto bene.

Comunque, senza divagare, la prima ragione è la filantropia. Siamo figli di una società che ha messo il ritorno sull’Investimento, il ROI, davanti a tutti i valori possibili e immaginabili. Tuttavia, la vita vera, un tessuto sociale sano, spesso non misura le cose con il do ut des. Semplicemente le cose le fa perché vede un bisogno e vede che questo bisogno qualcuno è in grado di soddisfarlo. Non mi spiegherei altrimenti l’enorme forza del terzo settore. Forse la gente desidera proprio aiutare i suoi simili. Poi però, questa gente, quando arriva a posizioni di responsabilità cerca di giustificarsi dicendo che è un problema di responsabilità sociale, di immagine dell’azienda, di ESG. Beh… no. Io e i miei soci ormai ricopriamo posizioni di responsabilità e volevamo dare un segnale al nostro piccolo mondo che non serve un ROI per essere utili agli altri. Serve solo volerlo fare.

La seconda ragione è la restituzione di quello che abbiamo imparato. Tutti noi crediamo che se siamo quello che siamo lo dobbiamo ad una serie di coincidenze, di scelte e di occasioni che la vita ci ha messo davanti. Alcune piacevoli, altre drammatiche, alcune dolorose. Tuttavia, questo enorme bagaglio che abbiamo sulle spalle con qualcuno dovremmo pure condividerlo, no? Ecco l’idea di coinvolgere altre persone che in futuro possano raccogliere il nostro testimone, tenerlo per qualche tempo e, a loro volta, passarlo ad altri. In fondo è così che l’umanità ha sempre fatto. E, lo sottolineo, non sempre avendone un ritorno monetario.

La terza ragione, in ultimo, è quella più egoistica. Siamo assolutamente consapevoli che se vogliamo dare continuità all’azienda, ad ogni azienda, dobbiamo per forza contaminare le nostre idee con le idee di qualcuno più giovane. Con qualcuno che non sia ancora nel meccanismo perverso del produci-consuma-muori. Con qualcuno che abbia ancora una visione “romantica” del lavoro. Ecco, quindi, la scelta di aprirci per confrontarci. Sono, anzi, siamo certi al 100% che se vogliamo che Gemux tra 10 anni esista ancora è indispensabile che oggi si contamini con chi in futuro sarà un nostro cliente, o un nostro fornitore o un dirigente o, perché no, un altro socio.

Grazie Massimo. Quello che non capisco è come mai oggi. Come mai scegliere uno dei periodi meno brillanti del nostro tempo? In fondo dopo pandemia, guerra e inflazione sarebbe giustificabile per un’azienda starsene un po’tranquilla a fare i suoi affari…

È proprio questo il punto. È adesso che serve un fatto positivo nella vita di questi ragazzi. Non lo abbiamo fatto in passato perché, oggettivamente, abbiamo rilevato Gemux da un paio d’anni. Ma abbiamo deciso di non aspettare “tempi migliori” perché questi ragazzi hanno bisogno oggi di avere uno sguardo positivo sulla loro vita. E uso la parola vita non a caso. Non dico professione… dico proprio vita. Perché l’idea di poter crescere in un ambiente che non è scuola (con le sue logiche spesso educative ma non sempre formative), non è lavoro (dove la logica sempre più spesso è tirare a campare), credo sia un valore enorme. E, quando senti la responsabilità di poter (e dover) far qualcosa non è possibile nascondersi a lungo.

È un rischio? Si che è un rischio. Ma che gusto c’è a vivere se un po’ non si rischia?

Grazie Massimo. In bocca al lupo per l’iniziativa e a prestissimo per commentare i primi risultati del GumuxHub.

Grazie a te. Permettimi solo di ricordare che le idee, anche le migliori idee, se non sono sorrette da azioni presto o tardi si affievoliscono e scompaiono. Quindi mi raccomando non limitatevi a intervistare me o i miei soci. Intervistate chi ogni giorno manda avanti il progetto. Andrea Vandoni e Oliviero Malaguti, più di me potranno raccontarvi di come, realmente, stiamo cambiando la vita di questi ragazzi.

menu