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Intervista a Oliviero Malaguti, direttore scientifico di GemuxHub

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Perché ha deciso di partecipare al progetto di Gemux Hub?

Non credo in senso assoluto nella contaminazione tout court, ma credo fermamente possa essere la via per fornire alcune risposte alle esigenze contemporanee di persone ed imprese. Da molto tempo ho rilevato quanto la distanza scuola lavoro sia enorme e quanto vada in qualche modo ridotta; tuttavia solo negli ultimi anni, anche grazie a studi demografici, mi è apparso chiaro che oggi trovare competenze adeguate sia diventata un’emergenza anche per le imprese. E quale migliore soluzione poteva esserci se non quella di creare un luogo dove imprese e persone si incontrano, si ‘contaminano’ positivamente condividendo problemi, competenze, soluzioni e ricerca industriale ?

Mi entusiasmo sempre all'idea di coniugare innovazione, etica e vantaggio collettivo.

L'innovazione apre le menti ed ispira con forza al miglioramento, cercando di diffondere le tecnologie e le competenze disponibili si rilascia un immediato vantaggio a diverse comunità, ne hanno infatti un beneficio le scuole, i discenti e le imprese stesse. Il vantaggio collettivo che si registra non è solo in termini operativi, ma anzi, è addirittura maggiore il beneficio intangibile legato al riconoscimento del capitale umano ed al crearsi di relazioni forti, basate su fiducia ed entusiasmo, che resteranno per sempre a ‘stato patrimonaile’ di ognuno di Noi. Se poi leggiamo in profondità le intenzioni di Gemux srl, ed il taglio che abbiamo dato a GemuxHub, credo di poter affermare, senza per questo cercare la beatificazione per alcuno, che alla base c’è qualcosa di raro.  Si è abbracciati da un senso di etica industriale, quella delle generazioni precedenti, quel ‘voler far bene perchè è giusto’. Concetto, quest’ultimo che forse si era un po’ perso negli ultimi decenni, contraddistinti da un maggiore consumismo, da trend di globalizzazione, da diverse crisi finanziarie e sociali.  Ravviso intorno a noi, e cerco di esprimere a mia volta, un’etica orgogliosa. Vogliamo professionisti preparati, vogliamo aziende eccellenti, sognamo scuole ricche di percorsi qualificanti.

Sebbene GemuxHub sia operativo solo da qualche mese e sebbene all’inizio fosse solo una visione condivisa da poche persone, ad oggi possiamo registrare i primi successi e valutazioni al di là delle aspettative. Abbiamo trovato sulla nostra strada persone che si sono posizionate come parte attiva, portando le loro aziende a co-partecipare all’iniziativa fornendo hardware, software, robot, utensili, formazione specifica.  Altre persone in organico a scuole ed università hanno aiutato i tirocinanti a comprendere la portata del progetto, alcuni docenti e dirigenti ci vengono a trovare nel loro tempo libero, altri ci aiutano a sviluppare relazioni costruttive con il territorio… insomma non vedono più tutta la persistente burocrazia o la necessità impellente di uno studente, ma insieme a noi traguardano e ci propongono obiettivi di lungo termine. Abbiamo conosciuto ragazzi meravigliosi giovani e curiosi, che si sono accesi e sono cresciuti fino a ricevere i complimenti di partners esterni.  Abbiamo visto lo stupore di auditors nel trovare giovani professionisti preparati, e quando hanno saputo che la loro esperienza era di qualche settimana, increduli ed entusiasti, si sono chiesti come potevano aiutarci.

Non perdiamo certo di vista gli obiettivi progettuali, continueremo a lavorare insieme su materie innovative quali la robotica, la meccanica di precisione, l’automazione, il culto del ‘one design’ opposto al ‘copia incolla’ ci mette in discussione ogni giorno, e per fortuna sarà sempre così.

Siamo aperti a tutti quanti condividono questo approccio, anche solo per una visita, un caffè, un tirocinio  o una partnership;  siamo soprattutto felici di riaccogliere chi ha deciso di tornare, è il nostro miglior risultato. Tutt’altro che di rito dovete interpretare i ringraziamenti al Team di Gemux srl, alle Scuole, alle Aziende partners ed ai nostri preziosi alti potenziali, persone dai diciotto ai ventisei anni che hanno molto da esprimere. A tal proposito spero che presto questi ringraziamenti arrivino espliciti e nominativi attraverso le iniziative di comunicazione in co-branding che stiamo immaginando

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